Un volta era il coraggio di offrire da bere, seguendo il Playbook di Barney Stinson. Poi si è trasformato nel “mi accetti l’amicizia su Facebook?“. Ora è un semplice swipe o match su Tinder. Dall’amore libero del ’68 ad un’app che fa quasi tutto per noi. Analizziamolo con gli occhi di Cristina Portolano e la sua graphic novel “Non so chi sei”.

Hello dreamers,

oggi vi voglio parlare di una graphic novel speciale che ho letto tutta d’un fiato: “Non so chi sei” di Cristina Portolano, Rizzoli Lizard.

Tra i buoni propositi del 2017 c’era il ritornare a leggere con costanza libri e fumetti. Con i libri sono stata brava, mentre per i fumetti sono contenta di aver recuperato in extremis a dicembre con questa graphic novel. Lo stile dell’autrice è decisamente particolare, giocato con le sfumature di rosa. Mi aveva incuriosito già dalla copertina.

Trovo che sia una lettura interessante, da fare prendendosi del tempo per sé. Si può leggere sul treno o al parco, ma trovo sia più adatta alle coperte calde, una candela profumata e una bevanda calda. Specialmente se poi si condivide la propria esperienza discutendone con gli amici.

Ve ne voglio parlare per diversi motivi… uno tra tanti il fatto che sono sicura vi possa interessare, anche se non siete abituati a leggere i fumetti! È adatto ai millenials, ma non solo.
Oltre al fatto che penso possa essere una perfetta idea di regalo per Natale.

Non so chi sei libro

Di cosa parla “Non so chi sei”?

Un volta era il coraggio di offrire da bere, seguendo il Playbook di Barney Stinson. Poi si è trasformato nel “mi accetti l’amicizia su Facebook?“. Ora è un semplice swipe o match su Tinder. Dall’amore libero del ’68 ad un’app che fa quasi tutto per noi. Che sia Tinder, OkCupid o Grindr è innegabile che queste applicazioni hanno cambiato il modo di approcciarsi all’amore.

Un meccanismo che da un lato rende il tutto più semplice e chiaro… ma che dall’altro porta anche ad una grande riflessione su di sé. Su ciò che si vuole, ma soprattutto chi si vuole avere ed essere.

La protagonista di “Non so chi sei” è una classica ragazza italiana che si affida a Tinder per trovare il giusto match. Tra le avventure di una notte, uomini sbagliati e uomini giusti (ma nel momento sbagliato). Un anno di incontri con sconosciuti. L’eccitazione del nuovo e la reazione nel momento in cui lo si vive. Con le critiche degli amici e gli amici che invece condividono la stessa pratica. I genitori che non lo capiscono e i genitori che chiedono consiglio su come migliorare il proprio profilo.

non so chi sei recensione

Uno spaccato della situazione contemporanea, che ci permette di vivere questi appuntamenti uno dopo l’altro, quasi sperando di vederne sempre di nuovi e di più particolari. Arrivando poi ad una riflessione su come l’approccio all’amore sia cambiato e di come anche le nostre aspettative lo siano.

Forse non adatto agli eterni romantici, ma consigliato a tutti i Millenials che vivono o hanno vissuto situazioni simili nel quotidiano. Un modo per riderci sù, magari rivivere esperienze simili o semplicemente una storia contemporanea senza censure o patinature. Una buona dose di ironia riesce a dare ancora più realismo ad ogni racconto.
Infondo, immagino che anche voi non vogliate condividere il letto con chi fa troppi errori ortografici! Perché fuori dal letto nessuna pietà. :P

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Chi è Cristina Portolano?

Cristina ha scritto ed illustrato la graphic novel, ma ne è anche protagonista. “Non so chi sei” è infatti la versione romanzata di un suo anno su Tinder. Il che rende il tutto più intimo ed interessante.

Mi piace molto la particolarità del suo tratto, che già conoscevo da “Storie della buonanotte per bambine ribelli”. Qui mi ha stupita per come delle semplici sfumature di rosa, insieme al bianco e nero, riescano ad essere così caratteristiche e comunicative. Un espediente che riesce ad evitare l’effetto “porno” anche nelle tavole più spinte. Il focus rimane sulla storia e le emozioni dei protagonisti.

Non so chi sei

 

L’amore al tempo di Tinder, cosa ne pensate? Ecco le mie riflessioni post lettura! (senza spoiler)

Io sono sempre stata affascinata dal mondo del dating tramite app, specialmente perché non l’ho mai provato. Essendo fidanzata da più di 5 anni non ne ho avuto occasione (Tinder è del 2012)… anche se conosco molti amici che le hanno usate per trovare l’amore. E sono amori stupendi. Altri invece continuano ad usarle, ma le odiano allo stesso tempo. Colpa del match mancato, delle friendzone dietro l’angolo o del fatto che non è mai quello giusto.

Non avendone mai provata una mi ritrovo spesso a chiedere agli altri come funziona, ma soprattutto cosa provano. Non vi nascondo che ho pensato più volte di scaricarla creando un profilo falso per capirne al meglio i meccanismi!

Ho trovato geniale la divisione del libro in capitoli, che rappresentano anche le fasi che si passano nella relazione tra se stessi e l’app in questione. Ho detto fasi, perché possono anche avere un ordine diverso e ripetersi più volte. Entusiasmo, dipendenza, noia e rifiuto. 

Per completare la mia riflessione vi lascio anche una ricerca del MIT, che ho scoperto appunto parlando di app di dating con gli amici qualche giorno fa. I grafici ci mostrano come siamo arrivati ad un punto di incontro (già superato dalle coppie dello stesso sesso) tra incontri online o alla vecchia maniera. Si prospetta quindi che nei prossimi anni sarà più facile incontrare un nuovo amico o un potenziale amante tramite applicazioni e il web, rispetto agli amici dei propri amici, il bar, i colleghi, la famiglia…

Questo dato mi porta a fantasticare su come sarà in futuro… soprattutto ad un possibile “Non so chi sei 2.0”!


E voi avete mai provato Tinder? Avete già letto “Non so chi sei” di Cristina Portolano? Fatemelo sapere nei commenti!

kiki tales snapchat

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