Percorriamo insieme le vie di Milano di Gio Ponti, con il tour di Elesta Travel.

Buongiorno dreamers,
sabato scorso ho visto Milano con occhi diversi. Come sapete adoro scoprire le curiosità, specialmente se mi permettono di vivere Milano come una turista. Quando Elesta Travel mi ha proposto un tour speciale con un itinerario dedicato a Gio Ponti ho subito rimandato tutti i miei impegni per godermi la giornata in loro compagnia.

Milano di Gio Ponti

Gio Ponti è rappresentante dell’animo molteplice degli architetti milanesi, capaci di ideare in ogni dettagli un piccolo oggetto della vita quotidiana come un cucchiaio e di progettare un edificio iconico.

Non ho mai avuto modo di conoscere appieno, anche se ultimamente mi sono imbattuta nelle sue piastrelle (per il progetto di ristrutturazione della casa), quindi è stato un po’ destino.
Devo dire che mi sono sentita decisamente ignorante quando ho scoperto che il Pirellone e la Torre Branca sono stati progettati da lui!
Durante la visita guidata abbiamo anche visto la chiesa di San Luca Evangelista, a pochi passi dal Politecnico, che conoscevo in quanto anni fa avevo soggiornato in un hotel lì vicino per partecipare alla Global Game Jam.

 
 

Il tour di Elesta Travel

Un tour perfetto per chi ama l’architettura e il design o semplicemente vuole scoprire qualcosa di nuovo sulla storia di Milano. I gruppi sono di massimo 8 persone, così da avere un contatto diretto e personalizzato con la guida.
Elesta nasce grazie a Elena Sisti ed Elisabetta Gavazzi Carissimo, con la missione di far conoscere aspetti sconosciuti d’Italia. La sua particolarità è di avvalersi di advisory board, ovvero un consiglio di esperti come storici d’arte o designer, con cui creano itinerari unici.
E come piacevole ricordo della giornata, al termine del tour avrete in regalo un disegno fatto a mano su cartoncino!

Un post condiviso da Kiki Tales~Federica Colombo (@kikitales) in data:

Milano di Gio Ponti: la chiesa di San Luca Evangelista – zona Piola

Dato l’aumento di popolazione, da 700 mila a 1 milione abitanti, erano necessari nuovi edifici e soprattutto nuovi centri di aggregazione. Tra questi la chiesa di San Luca Evangelista, commissionata dal vescovo di Milano nel 1957. La cultura parte dalla chiesa, in quanto erano un punto di riferimento per i nuovi cittadini immigrati, e il vescovo fu luminare in questo, in quanto scelse tutti grandi architetti. “Nessuna prevenzione verso la novità purché non sia capriccio”

La sezione diamantata crea delle finte navatee, il corridoio è pulito e leggero. In tutto l’ambiente pervade una luce intensa, che rappresenta la presenza divina. Quello che mi ha colpito è proprio l’utilizzo della luce, che crea movimento e caratterizza l’edificio.
Il soffitto è di un blu intenso, come firma pontiana, in contrasto con il bianco del resto delle strutture.
Le panche interne sono progettate sempre da Ponti e sono ancora le originali.

La facciata è molto grafica, con finestre di vetro cemento, rivestita completamente in piastrelle. La scelta di avere piastrelline esagonali è data dalla forma diamantata e il riflesso della luce.

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Milano di Gio Ponti: il pirellone – Stazione Centrale

Con gli anni trenta la tendenza di estromettere i ceti popolari dal centro storico, per sostituirli con edifici terziari, cozzava con la vivibilità del centro storico. Dopo la guerra, per i bombardamenti, si ricostruità la città decentrata dal centro storico. Uno dei nuovi edifici progettati fu il grattacielo Pirelli (1956), nato come sede privata.

La struttura doveva emergere come un missile nel cielo, con una forma finita e a pianta diamantata. Il tetto è piano e sembra un cappello staccato dall’edificio. La forma rastremata, più sottile sui lati, si pensa che sia un’ispirazione ai pneupatici Pirelli. Alto 127,10 metri, all’epoca non esisteva nemmeno una gru così alta. Fu realizzato in calcestruzzo armato e non in acciaio come in America, dato i costi elevati del materiale in Italia.

Milano di Gio Ponti: Casa Torre Rasini – Porta Venezia

Gli abbienti fratelli Rasini nel 1923 demolirono l’edificio per rifarlo, completato da Ponti e Lancia nel 36.
L’edificio è caratterizzato da due strutture differenti in quanto doveva rispondere alle esigenze del corso Venezia. 
Un gioco di venature, con lastroni di marmo, che creano un motivo grafico che impreziosisce il palazzo.
Fu un’alternativa verticale alle villette a schiera in quanto conteneva degli appartamenti di lusso molto grandi.
Si notano molte terrazze in quanto per Ponti la casa italiana andava vissuta con la famiglia e a contatto con la natura grazie alle terrazze.

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Gio Ponti e le ceramiche Richard Ginori

E per concludere il tour abbiamo scoperto le ceramiche di Gio Ponti nel negozio Richard Ginori di Brera.
Iconici i suoi piatti con texture a labirinto o catena.

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