Dopo una sessione di Binge Watching su Netflix sono pronta a parlarvi di Tredici, 13 Reasons Why, con un articolo in cui vi do anche 13 motivi per vederla!

Buongiorno dreamers,

mercoledì scorso ho tolto tutti e quattro i denti del giudizio, quindi avevo davanti a me almeno tre giorni di Netflix and Chill. Il giovedì ho dormito tutto il giorno, di venerdì ero pronta per i miei Telefilm. Ho aperto Netflix con le idee confuse e ho visto che era appena uscito Tredici – 13 Reasons Why. Ne avevo sentito parlare, ma non ricordavo benissimo di cosa parlasse, così sulla fiducia ho deciso di iniziare il primo episodio. In 48h ore avevo finito la serie.
Ho deciso quindi di parlarvene, dandovi ben 13 motivi per vedere 13 Reasons Why, senza spoiler!

 

1. Non la solita trama – 13 Reasons Why

La serie tv originale Netflix è tratta dall’omonimo bestseller del 2007, pubblicato in Italia nel 2008.
Narra la storia di Clay Jensen, un adolescente che trova una scatola con 7 cassette in cui sono presenti degli audio registrati da Hannah Baker. Hannah, sua amica e coetanea, si è suicidata due settimane prima del ritrovamento delle casse. Nelle registrazioni la ragazza racconta il perché ha deciso di togliersi la vita, con 13 ragioni, una per ogni lato delle cassette.

La serie è composta da 13 episodi e tra i prodottori troviamo Selena Gomez, attrice a cui volevano assegnare la parte di Hannah nel film quando nel 2011 la Universal Pictures aveva comprato i diritti del romanzo.

2. Young Adult trattati come adulti!

Uno degli aspetti che mi ha più colpito di questa serie è quanto i protagonisti, adolescenti, siano trattati come degli adulti. Essendo tratta da un libro definito Young Adult mi aspettavo di trovare i classici ragazzi del liceo, giovani a cui si perdona un po’ tutto perché in fondo son ragazzi.
Stesso atteggiamento che ho visto avere dal preside della mia scuola durante gli atti di bullismo nella mia classe.
Questi ragazzi sono sulla soglia dei diciotto anni, ma vengono trattati come adulti dall’impronta della trama. Non tanto dagli adulti presenti (che sono in realtà poco presenti), ma proprio da noi spettatori. Li vediamo nelle vicende della loro vita e li “giudichiamo” senza pensare alla loro età. Li vediamo affrontare dei problemi grandi, dei problemi che forse non bisognerebbe affrontare a quell’età. Ma alla fine certi problemi non si è mai pronti ad affrontarli.

3. Il bullismo e il cyberbullismo.

Ci sono due aspetti importantissimi di 13 Reasons Why: il suicidio e il bullismo. Del suicidio parlerò dopo.
Non ho visto molte serie che trattano questo argomento in maniera intelligente, forse non le conosco io. L’unico paragone che mi viene in mente è My Mad Fat Diary, ma la situzione è diversa.
Quando ho iniziato 13 Reasons Why temevo fosse una lunghissima pubblicità progresso. Fatta apposta per i giovani che passano le giornate a vedere i telefilm. Piena di occhiolini e messaggi positivi. E non potevo avere più torto di così.

La trama è intensa e raffinata. Perfetta per ogni età. È facile immedesimarsi e allo stesso tempo vedere le differenze di quanto il bullismo sia diventato Cyberbullismo. Anche se devo dire che in realtà per come è stato trattato, probabilmente anche per rimanere fedele al romanzo del 2007, non è effettivamente il cyberbullismo. Ci sono messaggi e foto, scambiate via chat, ma i social non sono mai il focus della questione nonostante il telefilm finisca nel novembre 2017 (quindi addirittura nel futuro!).

Ecco questo forse è l’unico aspetto che non mi ha convinto del tutto. Io andando al liceo durante il 2007 e nei due anni successivi ho subito molto cyberbullismo. Posso solo immaginare come sia nel 2017. Devo dire, però, che è talmente affrontato bene questo tema che non è poi importante il mezzo che viene utilizzato per contestualizzarlo.

Entriamo nella testa della vittima, ma anche in quella del carnefice. Vediamo i diversi aspetti della storia. Quanti tipi di violenza diversi esistano. Quante sfumature di odio, invidia, egoismo, egocentrismo esistano. Quante ripercussioni possano avere le azioni sulle persone intorno a noi.

13 Reasons Why ci insegna che esistono davvero tantissimi motivi per essere e sentirsi vittima di bullismo e che anche una poesia pubblicata senza permesso o una foto inviata senza contesto possono cambiare la vita di una persona.

E questa può sembrare una banalità, ma non lo è!
Pensate che quando mi capita di parlare con uno sconosciuto del fatto che ho subito il bullismo le risposte di solito sono “tutti lo subiscono” oppure “Ma perché? Sei tanto carina!”.

4. Raccontiamo la nostra vita online, ma nessuno conosce la nostra vita.

Oltre alla serie, su Netflix trovate anche uno speciale di 30 minuti dedicato al making of.
In questo speciale una frase mi ha colpito particolarmente. Purtroppo non l’ho segnata, ma era una cosa tipo “ogni giorno decidiamo cosa pubblicare online rendendo la nostra vita pubblica, ma alla fine nessuno conosce la nostra vita e storia davvero. Nemmeno i genitori.”

Questo aspetto è molto interessante perché anche se i social non sono presenti nel telefilm noi sappiamo quanto nella nostra società sia importante apparire. E c’è una malsana concezione che porta le persone a pensare che la nostra vita online sia lo specchio della nostra vita reale.
Più volte mi dicono:”sei sempre in viaggio”, mentre lavoro da freelance a casa 24h su 24. Sì è vero, posto delle vecchie foto perché pian piano ho il tempo di rivederle ed editarle, ma questo non vuol dire che io sia in vacanza in quel momento.
Oppure:”la mia ex ragazza ha pubblicato questa citazione su Instagram, sicuramente è riferita a me. Sta soffrendo”. No o forse sì, ma nessuno può dirlo davvero se non lei a voce.

Più volte nel telefilm vediamo i protagonisti cercare aiuto e nessuno trova davvero il modo per aiutarli. Nemmeno gli adulti, che anzi non sono dipinti benissimo. Spesso non hanno assolutamente idea di cosa stia succedendo ai loro figli.

 

5. Gli adulti incasinati tanto quanto gli adolescenti.

In questo telefilm troviamo un perfetto spaccato della società odierna, dove gli adulti sono incasinati tanto quanto gli adolescenti. Non esiste nemmeno una coppia perfetta.
Ci sono i genitori gay, la cui figlia deve essere sempre la migliore per far capire anche al più stolto che anche due uomini possono crescere una ragazza senza problemi.
Ci sono i divorziati che in un caso devono mantenere da soli tutta la famiglia e nell’altro se ne fregano passando il tempo con il nuovo partner.
I ricchi che vanno in vacanza per settimane lasciando il figlio solo.
I distanti seppur vicini, che non parlano più e a fatica comprendono i bisogni del figlio.
C’è chi ha problemi di soldi e vede quello come unico punto di partenza e fine di ogni scelta e discussione.

Certo, sto stereotipando un po’ la situazione, ma la cosa interessante è come effettivamente non esista una vera figura di riferimento. Gli adolescenti hanno paura, hanno bisogno d’aiuto, ma a chi possono chiedere aiuto quando sarebbero i genitori per primi ad aver bisogno?

6. La critica verso il supporto scolastico.

Non voglio farvi spoiler, ma vi posso dire che la scuola non è in grado di dare un vero aiuto ai suoi studenti. E questo è così maledettamente vero che penso possa valere come più di un solo punto per vedere 13 Reasons Why.
Pensate a quanti adolescenti vedranno questo telefilm e si sentiranno come i protagonisti e potranno capire che non sono soli, anzi! Che possono ricevere aiuto e non c’è niente di male nel chiedere aiuto.
Esiste anche un sito dedicato, www.13reasonswhy.info, anche se purtroppo non è utilizzabile (per ora) per l’Italia.

Non so come sia la situazione attuale nelle scuole, posso dire che nella mia non era per niente ben strutturata. Ad esempio per andare dallo psicologo dovevi saltare delle ore di lezione, solitamente di religione, così tutta la classe lo sapeva ed era un motivo in più per i bulli per prendere in giro il soggetto.

7. Esistono diverse verità, non solo la nostra verità.

Un altro aspetto super interessante è la domanda “ma Hannah starà dicendo la verità?”.
Anche qui non voglio fare spoiler, ma la risposta in fondo è comunque una sola: lei sta dicendo la sua verità. Bisogna sempre considerare che le nostre azioni hanno un impatto sugli altri e questo impatto più essere positivo o negativo. Anche se noi pensiamo di aver fatto un gesto giusto e a fin di bene non è detto che le altre persone la pensino allo stesso modo.
Questa cosa è molto interessante anche a livello di trama, perché come nel film Prospettive di un delitto si vede la storia sotto diversi punti di vista… unendo i tasselli pian piano. Sono nel trecesimo episodio avremo davvero capito tutta la storia.

8. Il suicidio.

Questo è il punto più complicato e delicato. Non dirò molto perché non sono una psicologa o un critico cinematografico. Posso però dire che avevo molte aspettative sulla scena. Mostreranno tutto? Oppure no? Ma soprattutto quale può essere la scelta migliore dal punto di vista cinematografico? Far capire quanto è doloroso, per tutti, e allo stesso tempo mostrare il gesto?

Posso dire che sono stati molto bravi. È una scena perfetta, toccante, dolorosa, commovente.
Ed è ancora più interessante quanto una storia che parte da un suicidio si chiude con il sucidio, ma nel frattempo parla di vita. Il suicidio c’è, lo sentiamo presente, sappiamo che questo è il destino visto che ci viene rivelato nei primi cinque minuti del telefilm. Eppure ce ne siamo quasi dimenticati, immersi nella storia. Speriamo che non vada così, un po’ come nel finale di Titanic, come se la cassetta potesse magicamente cambiare la trama dopo 80 visioni.

Il tema è molto importante e se vi interessa vi consiglio il telefilm My Mad Fat Diary, che ha in comune con questo anche le cassette e la bellissima soundtrack.

9. La scelta dell’analogico e la nostalgia.

Ok ora passiamo ad argomenti più leggeri. Ho amato la scelta delle cassette; anche dal punto di vista del marketing è geniale.
Pensare di utilizzare qualcosa di analogico come messaggio rispetto ad un bullismo subito anche sul web è spettacolare. Non deve essere facile come ascoltare un mp3 scoprire i motivi. Devi essere a disagio, trovare il modo, sforzarti, se vuoi sapere la verità.

Immaginatevi una serie tv inviata per cassette allo stesso modo, Netflix poteva giocare tantissimo con questa tematica, e chissà… forse lo farà!

10. La soundtrack.

È sempre più comune negli ultimi anni innamorarsi della sountrack e riascoltarsela ore ed ore su Spotify. C’è sempre più un’attenzione per la selezione musicale, dove vecchio e nuovo si incontrano ed uniscono. E in questo caso il tema della nostalgia rientra anche nella scelta musicale.

Le canzoni sono associate a diversi personaggi o momenti della storia.
Ci sono anche due canzoni di Selena Gomez, Only You e Kill Em with Kindness.
Tra le mie preferite Lord Huron – The Night We Met, che vi lascio qui sotto da ascoltare mentre continuate a leggere.

11. Il montaggio e la fotografia.

Il telefilm è un continuo gioco tra presente e passato. Il montaggio in questo gioca un ruolo fondamentale. Non è però da sottovalutare anche la fotografia, una fotografia particolare. Ci sono dei momenti cruciali della trama del passato, anche negli ultimi minuti del tredicesimo episodio, in cui viene utilizzata una luce molto calda e dei torni aranciati tipici di scene di gioia e beatitudine. Al contrario il presente è freddo e cupo, i colori perdono saturazione e aumentano i toni del grigio.

Questa scelta aiuta a far capire allo spettatore se si sta parlando di presente o futuro, anche se alcune ferite e segni dei protagonisti spesso sono ancora più utili!

 

12. La sigla.

La sigla è stupenda. Breve, ma d’impatto. Sono presenti tutti elementi e simboli importanti per la trama, di cui veniamo a conoscenza pian piano. Un puzzle che si monta pezzo per pezzo, partendo proprio dalla sigla.

13. La caratterizzazione dei personaggi.

Ed infine i personaggi di 13 Reasons Why. Sono personaggi ben caratterizzati, anche psicologicamente. Appartengono a determinate categorie, ma non per questo sono stereotipati come in tanti telefilm per adolescenti. Ognuno ha un ruolo importante, le sue canzoni, i suoi colori e la sua storia. Alcuni di loro hanno anche un nastro dedicato. Ed è bellissimo cercare di scoprire chi sarà il protagonista del prossimo, ma soprattutto perché.

 

Spero di avervi convinto a vedere questo meraviglioso telefilm. E se lo avete fatto fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate! :)

 

kiki tales snapchat

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