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Buongiorno Dreamers!
Immaginate una valle delle Langhe piemontesi, dove i boschi sono già vestiti con gli splendidi colori dell’autunno, e al fianco un simpatico segugio scodinzolante… Ecco, così nasce il tartufo.

Che lo odiate o lo amiate, che sia bianco o che sia nero, il tartufo rimane comunque uno dei  prodotti di eccellenza della nostra penisola.
E siccome io lo amo alla follia, ho convinto alcuni amici ad accompagnarmi per un weekend alla 85° Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba.

Da dove cominciare? Innanzitutto non ero mai stata ad Alba, e ho scoperto un bellissimo borgo, pieno di negozi adorabili e scorci caratteristici, ricco di storia, cultura e… gastronomia. Insomma, l’ideale per una gita fuori porta.

Ad Alba tutto ruota intorno al tartufo, specialmente in questi giorni: non c’è ristorante che non proponga un menù fiera o degustazione, non c’è gastronomia o alimentari che non esponga in strada i suoi prodotti a base di questo fungo o i tartufi veri e propri, rigorosamente protetti nelle teche, con cartellino indicante peso e prezzo. E non c’è weekend in cui non ci sia qualche evento correlato alla manifestazione (il calendario completo, settimana per settimana, su www.fieradeltartufo.org).

Per non parlare della Fiera vera e propria, situata in un padiglione nel centralissimo Cortile della Maddalena! Appena entri una folata di profumo ti accoglie, mentre gli stand propongono salumi, vini, grappe, olio d’oliva aromatizzato, condimenti e salse, formaggi, miele, pasta fresca e tanti, tantissimi assaggi!
Al centro del padiglione c’è il palco dei giudici, dove è possibile verificare e registrare l’acquisto del proprio gioiellino gastronomico (ma attenti, solo sopra i 100 gr di pezzatura!), e appena sotto trovano spazio i veri trifolau, i cercatori di tartufi, che espongono e vendono i loro freschissimi tesori, ridendo e scherzando tra loro come amici di vecchia data.

In fondo, troverete invece una piccola zona ristorazione, dove è possibile assaggiare alcuni dei piatti tipici, come uova al tegamino, tajarin, fonduta… con un’abbondante grattata di tartufo bianco.

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Se vi siete quindi convinti a partecipare a questo evento, o semplicemente siete “a caccia” di tartufi, ecco alcuni suggerimenti da sfruttare in loco:

  • Il tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) è di sicuro il più pregiato e il suo prezzo varia in base al periodo e alla disponibilità. Potete consultare il “Borsino del Tartufo” per essere aggiornati sull’andamento del prezzo in diretta, ma sappiate che oscilla tra i 350 e i 500 Euro l’etto.
  • Il periodo di raccolta del bianco è dal 1° ottobre al 31 gennaio.
  • Una “grattata” di tartufo bianco in uno dei tanti ristoranti della zona (Fiera compresa) oscilla tra i 30 e i 60 Euro. Chiedete prima al cameriere e pretendete che venga fatta davanti a voi.
  • Nei menù degustazione dei ristoranti normalmente viene espressamente indicato l’uso del tartufo nero, invece che quello bianco, per molti piatti. Il sapore è comunque squisito, il prezzo è più contenuto. La “grattata” extra di bianco, come già detto, è a parte.
  • Se volete portarvi a casa un tartufo bianco, oltre a farvi prima una cultura sul bellissimo e utilissimo sito tuber.it, tenete conto che un pezzo da 15 grammi circa basta appena per quattro uova al tegamino o due porzioni scarse di tajarin. E non dimenticate di acquistare l’apposita grattuggia o ridurrete tutto in poltiglia. Se volete farvi un bel risotto, invece, optate per un tartufo nero.
  • È vero che ci siamo abituati al fatto che le fregature possano essere sempre dietro l’angolo, ma sappiate che il prezzo del tartufo è scarsamente trattabile, quindi rispettate il lavoro del trifolau e del suo inseparabile cane. E pagate il giusto.
  • Il tartufo si conserva per pochi giorni, a prescindere che sia bianco o nero, quindi compratelo soltanto se effettivamente avete la possibilità di gustarlo a breve. Potete optare per i numerosi preparati a base di tartufo che trovate, oppure provare a farli voi! Facilmente, la somma di tutto quello che vorrete comprare vi permetterà l’acquisto di un piccolo tartufo che potrete sbriciolare e utilizzare per aromatizzare in casa burro, olio, miele… con molta più soddisfazione!
  • Se acquistate in Fiera, o in negozi specializzati, non abbiate timore di seguire i consigli del trifolau o del venditore su pulizia e conservazione del vostro piccolo, tondo fungo profumato. Sono loro i primi a volervi vedere soddisfatti.
  • Per la pulizia, procuratevi uno spazzolino da denti nuovo, prima che le farmacie chiudano…
  • Non fermatevi alla prima annusata, ma procedete finché non trovate un tartufo che, tra tanti, colpisca il vostro olfatto: colpirà anche il vostro palato!
  • Abbinate il tartufo a sapori neutri, per gustarlo al meglio: risotti quasi in bianco, pasta all’uovo, uova al tegamino o alla coque.
  • Ogni briciola è profumatissima e preziosa, quindi fate attenzione durante le operazioni di pulizia e grattata. Radunate tutte le scaglie “sfuggenti” e usatele per aromatizzare, come detto sopra.
  • A differenza di come ho fatto io, vi consiglio di portare con voi un vasetto perfettamente pulito, con il tappo a vite, e della carta da cucina, soprattutto se prevedete di stare fuori il weekend: una volta acquistato il tartufo, avvolgetelo nella carta e mettetelo nel vasetto, o anche la vostra borsa… profumerà!
  • Una volta a casa, potete seguire il consiglio dell’Artusi: “se avete dei tartufi che abbian profumo chiudeteli in una scatola con una o due uova fresche. Lasciate così per un paio di giorni. Dopo, i tartufi sono sempre eccellenti e le uova ne hanno preso il profumo. Mangiarle alla coque, al guscio.”

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I miei consigli su Alba:

  • Prenotare un albergo durante la Fiera può rivelarsi una missione impossibile. Provate invece su Airbnb!
  • Per la cena di sabato, abbiamo scelto l’Hosteria Museum Toch, in via Cavour n. 10, in pieno centro ad Alba, su consiglio di alcuni amici. L’esperienza è stata davvero fantastica e il prezzo onestissimo. Una menzione speciale va allo sformato di tartufo con fonduta di raschera: commovente!
  • Per nostra fortuna, siamo capitati durante il weekend in cui c’era il Festival della Carne e del Pan ed Langa in Piazza Risorgimento, che ci ha sostentato nella lunga giornata di domenica con salsiccia cruda, plin burro e salvia, battuta di fassona e pane con crema di nocciole!
  • Quest’anno ho eletto mio trifolau di fiducia il signor Vittorio Palma di Priero (CN) che dal suo banchetto nella Fiera, proprio sotto il podio dei giudici, mi ha dispensato numerosi consigli. A giugno andrò con lui e il suo cane a caccia di tartufi estivi!

 

E voi cosa aspettate? Per quest’anno la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba vi aspetta fino al 15 novembre!

Buon appetito!

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