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Hello dreamers,
oggi continuo il mio diario di viaggio in USA raccontandovi il sesto  giorno tra Palm Springs e Flagstaff, in cui ho visto il Joshua Tree National Park… La cosa più bella vista in tutto il viaggio, dopo le stelle di Flagstaff.
Se vi siete persi la prima parte del nostro road tour vi consiglio di leggere il primo articolo, il secondo articolo e il terzo articolo.
In questo articolo troverai informazioni su: Palm Springs, Joshua Tree National Park, Arizona, Route 66, Flagstaff.
 

Palm Springs 

Nell’ultimo articolo vi avevo lasciato con le foto dell’alba su Palm Springs, che ho potuto vedere grazie al jet lag.
La colazione era inclusa nel prezzo della camera. Abbiamo mangiato a bordo piscina morendo di caldo, nonostante fosse mattina presto… avrei tanto voluto tuffarmi!
La colazione non era male, abbastanza varia.
Abbiamo rifatto le valigie, abbandonando Vagabond Inn Hotel e dirigendoci verso Joshua Tree. Avremmo voluto visitare di più la cittadina, speriamo di poterci tornare in futuro.
Lì intorno potrete visitare musei sui dinosauri e fare un salto al Coachella Festival (se ci andrete in primavera), oltre a prendere il sole e ammirare il panorama.

 

Joshua Tree National Park

 

Dopo circa un ora di viaggio raggiungerete uno dei tre ingressi di Joshua Tree. Sta a voi decidere da dove entrare e da dove uscire, in base al percorso più comodo.
Vi accorgerete quanto il paesaggio inizi a cambiare così velocemente da non crederci, già prima di entrare nel parco.
L’entrata nei National Park è a pagamento, ma se avete intenzione di fare un viaggio on the road con tanti parchi vi consigliamo di fare l’entrata annuale al prezzo di 80€.
Questo perché risparmierete tempo, code e denaro. Il pass è nominale e legato al guidatore, ma ha lo spazio per due nomi. Essendo legato al guidatore è inteso per macchina, quindi che siate in 9 o in 2 il prezzo non cambia.
L’unico problema è che vale solo per i National Park e non per gli State Park, quindi fate attenzione alla tipologia di parco in cui vi recate. Se vi state domandando quale sia la differenza tra i due, beh anche noi eravamo molto curiosi di saperlo quando lo abbiamo scoperto. I National Park sono gestiti dal governo federale, quindi ricevono fondi che gli permettono di mantenere il parco in ottimo stato, con molti servizi e personale. Gli State Park sono gestiti dallo stato e quindi la manutenzione è minore, per quanto rispetto agli standard italiani sono in ottime condizioni. Di solito negli State Park la natura ha più sopravvento, ma non sempre è una cosa positiva.
Noi abbiamo trovato in totale 3 State Park lungo il nostro percorso e il prezzo era di 10$ circa (sempre a macchina).

Prima di entrare fermatevi sempre all’info point, dove troverete dei ranger super disponibili a rispondere alle vostre domande. Inoltre vi informeranno se delle aree sono chiuse (nel nostro caso Cotton Wood) e vi lasceranno delle cartine molto utili con dettagli sulla flora e fauna.
Mi raccomando non sottovalutate il viaggio nel deserto! Portatevi tanta acqua e cibo, perché non ci sono negozi o bar lungo il percorso. All’entrata, nell’info point, troverete le bottiglie d’acqua ad un ottimo prezzo proprio perché i ranger vogliono assicurarsi che le persone non rischino di disidratarsi durante il percorso.
Ovviamente il segnale del cellulare è assente, già da qualche chilometro prima dell’ingresso.
Per la benzina, come potrete intuire, non troverete distributori lungo il percorso; anche se prima dell’entrata del parco solitamente ci sono, ma hanno dei prezzi molto più elevati del solito. Dunque non sottovalutate nemmeno la benzina.
Nel deserto fa davvero molto caldo (ovviamente) quindi non dimenticatevi occhiali da sole, crema solare e cappelli.

Se non siete mai stati nel deserto questa esperienza sarà ancora più unica del previsto.
Il silenzio che si prova in questo luogo è magico e spaventoso allo stesso tempo. Il vento è caldo, ma silenzio.
Le macchine non danno fastidio a causa dei limiti di velocità molto bassi. I ranger passano molto spesso a controllare e in alcuni stati i controlli della velocità sono gestiti da aerei e droni. Quindi una volta ancora occhio ai limiti!
A causa di questi limiti il percorso potrebbe risultare più lungo del previsto, anche se non vi fermerete spesso ai check point.

Il deserto è popolato più da vegetazione che da animali, o almeno nella zona limitrofa alla strada. Non aspettatevi il classico deserto Africano (che io ho avuto modo di vedere anni fa) composto solo da dune e rocce. Questo deserto può essere più verde di quanto ve lo aspettavate. Ma questa sua caratteristica lo rende ancora più particolare e unico. Infatti, come vi accennavo prima, la vegetazione e il paesaggio intorno a voi cambia velocemente e costantemente. Nel giro di 5 km potrete vedere una distesa di cactus, una montagna rocciosa, e una distesa di sabbia infinita.

 
 

Mmm no questi sopra e questi sotto non sono ancora i Joshua Tree… li vedrete tra poco…
In particolare qui sotto vi mostro il Cholla Cactus Garden, ancora più belli da vedere fioriti in primavera.
Ne troverete tantissimi: alti, bassi o bruciati! Io li ho trovati meravigliosi.
Per i più impavidi vi è un percorso a piedi che vi porterà all’interno del deserto proprio partendo da questo giardino.
Data la nostra preparazione fisica e il caldo folle, ovviamente noi non l’abbiamo fatto.
Ci sono anche delle aree adibite al campeggio, anche per sostare la notte, ma solo alcune di queste hanno accesso all’acqua.

 
 
 

Visitare il parco in auto vi permetterà di rinfrescarvi tra un check point ed un’altro, oltre ad ammirare il percorso assurdo del tracciato (Come potete notare in questa foto).

Quando i vostri occhi si saranno quasi abituati al continuo cambiamento repentino, sarete arrivati a metà del percorso.
Qui potrete scoprire un punto speciale e magico, il punto dove due deserti molto diversi si uniscono.
Da una parte il Mojave Desert e dall’altra il Desert Bighorn Sheep.
Il primo è più asciutto del secondo ed ospita le piante Yucca, tra cui il Joshua Tree, ed è prevalentemente roccioso. Il Bighorn Sheep è più adatto agli amanti della fauna, al suo interno vivono montoni che danno il nome al deserto.

Ed ecco finalmente il famoso Joshua Tree, “Albero di Giosuè”, che da il nome al parco.
La struttura così particolare lo rende unico nel suo genere e diverso da ogni altro Joshua Tree.
Li potrete trovare di tutte le taglie, ma non ci sono dei veri e propri giardini dedicati come invece avete visto nella prima parte di deserto.
Sarebbe meglio non percorrere il deserto durante le ore più calde della giornata, soprattutto in agosto… Indovinate un po’ noi quando ci siamo stati?

Outside the park

Usciti dal parco riacquisterete pian piano segnali di civiltà, tra cui la rete telefonica.
Qui troverete alcuni negozi di souvenirs, non ufficiali, dove abbiamo preso il nostro primo badge.
Normalmente i negozi ufficiali hanno dei prezzi più bassi rispetto a quelli non ufficiali, ma in questo caso quelli non ufficiali erano molto più forniti. Dove abbiamo parcheggiato la macchina per fare un giro nei negozi abbiamo trovato una costruzione molto strana e un pulmino che fa molto Bollywood.
Abbiamo provato per la prima volta Subway, in un paese poco dopo l’uscita del parco, all’ora di merenda.
Il tempo previsto per visitare il parco è stato sforato, ma piacevolmente.

On the road to Flagstaff

La Route 66 è come ve la immaginate. Lunga, diritta e deserta.
Ancora una volta vi ricordiamo di avere benzina ed acqua sempre con voi, perché anche qui non vi sono distributori o bar lungo la via.
Non vi consigliamo di farla dopo il tramonto a causa della scarsa illuminazione e per la mancanza di guardrail.
Lungo la via potrete godervi il viaggio con un cd di canzoni perfette per un viaggio on the road. Non fidatevi della radio, perché rimarrete spesso senza segnale… o con un corrispettivo di Radio Maria.
Potete ascoltare qui le canzoni che abbiamo ascoltato e riascoltato con la radio americana.
Un piccolo aneddoto riguardo a questo viaggio è di quando abbiamo trovato più di sei macchine parcheggiate a bordo strada e i rispettivi proprietari che stavano caricando/scaricando un pianoforte su un camionicino bianco in mezzo al deserto.

 

Per la notte abbiamo soggiornato al Luxury Inn Flagstaff, che non vi consigliamo.
Flagstaff è famosa per essere la prima International Dark-Sky City” al mondo. Da qui potrete vedere le stelle come non le avete mai viste prima. La via lattea è visibile ad occhio nudo! Uno spettacolo indimenticabile che si è guadagnato il primo posto tra le cose più belle che ho visto in tutto il viaggio.

Scopri di più sulla nostra Nerdventure on the road in America:

 

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